Isia Global Service non è idonea a svolgere le operazioni portuali


11 Dicembre 2017

La ditta Isia Global Service è stata ritenuta inidonea a svolgere le operazioni portuali nello scalo di Crotone. E’ questa la decisione del Tribunale amministrativo regionale di Reggio Calabria di fronte al quale il suo legale rappresentante ha presentato ricorso di sospensiva dell’efficacia del provvedimento dell’Autorità portuale di Gioia Tauro che ha rigettato, con decisione unanime del Comitato portuale, la richiesta di autorizzazione allo svolgimento delle operazioni portuali, presentata da suddetta ditta, ai sensi dell’art. 16, comma 1, legge 84/94.

Nello specifico, per come è stato evidenziato dall’istruttoria presentata dall’Ente, guidato dal Commissario Straordinario Andrea Agostinelli, e pienamente accolta dal giudice amministrativo, la ditta Isia Global Service è risultata carente del principale requisito tecnico organizzativo, in quanto strutturalmente inadeguata sotto il profilo del parco macchine. A comprovare, altresì, tale evidenza, la fattiva incapacità e inoperatività delle ditta Isia Global Service che, nello scorso mese di maggio, non è stata in grado di lavorare una nave, successivamente trasferita nel porto di Corigliano Calabro, in quanto sprovvista della necessaria gru perché in possesso di altra impresa.

Nel contempo è stato, altresì, rilevato che Isia Global Service, nel dicembre 2016, ha stipulato un contratto di subappalto con un’altra impresa in violazione al regolamento portuale dell’Autorità portuale, reso esecutivo con specifica ordinanza n° 39 del 2007, che vieta accordi tra operatori portuali sprovvisti dei necessari requisiti tecnico-organizzativi. In base a tale regolamentazione sono state, altresì, definite le “operazioni portuali”, che indicano quelle attività inerenti il cosiddetto “ciclo nave”, organizzato nel carico, scarico, deposito temporaneo e trasbordo ad altre modalità, come altresì chiarito dalla legge 84/94. Diversa attività è, invece, il “servizio portuale”, anche questo disciplinato con specifico regolamento n° 38 del 2007 dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, che riguarda le prestazioni specialistiche, complementari e accessorie al cosiddetto “ciclo nave”.

A poter svolgere, quindi, le “operazioni portuali” sono quelle ditte in possesso di mezzi portuali idonei, anche noleggiandoli temporaneamente in caso eccezionale e non strutturale per relativa carenza, chiamati per loro natura a porre in essere l’intero “ciclo nave”. Nonostante fosse manchevole di tali presupposti tecnico-organizzativi, la ditta Isia Global Service ha comunque sottoscritto specifico contratto di “operazione portuale” con la azienda Biomasse Italia spa. Ritenendo, erroneamente e in violazione di legge, di poter subaffidare le “operazioni portuali”, relative, appunto, all’intero ciclo nave, definendole però “servizio portuale”, che riguardano esclusivamente l’attività accessoria al ciclo nave per il quale, invece, era stata essa stessa autorizzata in quanto definitasi “operatore portuale” in grado di espletare, in autonomia, l’intero ciclo. 

Il Tar di Reggio Calabria ha, quindi, rigettato la richiesta di sospensiva dell’efficacia del provvedimento di rigetto dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, rispetto alla richiesta della ditta di autorizzazione allo svolgimento delle operazioni portuali, e ha così accolto in pieno la tesi dell’Ente guidato da Andrea Agostinelli, ritenendo adeguatamente motivato il provvedimento di rigetto dell’Ente.


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